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Situazione e prospettive delle imprese nell'emergenza sanitaria COVID-19

ISTAT. Dall'analisi effettuata su un campione di imprese, emerge che il 78,9% del totale è costituito da microimprese con meno di 9 addetti, il 18,6% sono imprese fino a 49 addetti, mentre 22 mila sono le medie e, infine, 3 mila le grandi. Nel corso della rilevazione, il 68,9% del campione ha dichiarato di essere in piena attività, il 23,9% di essere parzialmente aperto (svolgendo la propria attività in condizioni limitate in termini di spazi, orari e accesso della clientela), mentre il 7,2% ha comunicato la chiusura: si tratta di circa 73 mila imprese, che pesano per il 4% dell’occupazione. Di queste 55 mila prevedono di riaprire mentre 17 mila (pari all’1,7% delle imprese e allo 0,9% degli occupati) non riescono ad intravedere la possibilità di riprendere l'attività. L’85% delle unità produttive chiuse sono microimprese, prevalentemente nel settore dei servizi non commerciali. Le attività sportive e di intrattenimento presentano la più alta incidenza di chiusura, seguite dai servizi alberghieri e ricettivi e dalle case da gioco. Una quota significativa di imprese attualmente non operative si riscontra anche nel settore della ristorazione e in quello del commercio al dettaglio. Il 68,4% delle imprese ha dichiarato una riduzione del fatturato nei mesi giugno-ottobre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel 45,6% dei casi il fatturato si è ridotto tra il 10% e il 50%, nel 13,6% si è più che dimezzato e nel 9,2% è diminuito meno del 10%. Per il periodo dicembre 2020 - febbraio 2021, il 61,5% delle imprese prevede una contrazione del fatturato rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. Nel 40% dei casi il calo è previsto tra il 10 e il 50%, nel 15,1% di oltre il 50% e nel 6,4% di meno del 10%. A fine novembre 2020, l'adozione di specifiche misure di gestione del personale a seguito dell’emergenza sanitaria riguarda oltre tre quarti delle imprese italiane con almeno 3 addetti; il restante 25% non ha alterato le strategie di impiego dei lavoratori o ha trovato un nuovo assetto immediatamente dopo la fine del lockdown. Circa gli ammortizzatori sociali, il ricorso alla CIG o ad analoghi strumenti di sostegno salariale, quali il Fondo integrazione salariale (FIS), hanno rappresentato la misura più utilizzata dalle imprese per fronteggiare gli effetti della pandemia da COVID-19. Le altre misure di gestione del personale sono risultate meno diffuse: la riduzione delle ore o dei turni di lavoro e l'obbligo delle ferie per i dipendenti sono state indicate rispettivamente dal 22,6 e dal 21,3% delle imprese.

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Soggetto emanante: ISTAT
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Tipologia: Pubblicazioni
Parole chiave: crisi aziendali   politiche di contrasto alla crisi   pmi - piccole e medie imprese   ammortizzatori sociali   cassa integrazione guadagni   sostegni al reddito   mercato del lavoro   occupazione   organizzazione del lavoro   orario di lavoro  

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