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Previsioni economiche europee. Autunno 2019

"European Economic Forecast. Autumn 2019". L'economia europea è ormai entrata in un periodo prolungato di debole crescita e di bassa inflazione, nell'ambito di un contesto ad elevata incertezza, con un ritmo generalmente associato a quello degli andamenti recessivi. Il commercio internazionale ristagna, soprattutto per via del quadro congiunturale evidenziato e per le tensioni causate dalla Brexit; gli indicatori chiave suggeriscono la prosecuzione della debolezza nella manifattura globale anche nel medio periodo. Il mercato del lavoro, tuttavia, rimane stabile con la disoccupazione ormai al di sotto dei livelli pre-crisi, alimentando una solida crescita dei salari, consentendo alla domanda interna di espandersi a un ritmo relativamente stabile, in un contesto di costi di indebitamento basso. L'occupazione nell'Eurozona dimostra di essere resiliente al rallentamento della crescita economica, mostrando miglioramenti sia in termini di numero di persone occupate che di numero di ore lavorate, consentendo così una sostanziale riduzione del tasso di disoccupazione. Tuttavia, poiché i cambiamenti nella situazione del mercato del lavoro di solito seguono gli sviluppi dell'attività economica, il potenziale per un ulteriore miglioramento dell'occupazione è più limitato, in particolare nel settore manifatturiero. La situazione del mercato del lavoro dovrebbe comunque rimanere relativamente favorevole, con l'occupazione destinata ad aumentare ulteriormente, anche se gli indicatori dell'indagine indicano un ritmo significativamente più moderato. È però probabile che i cambiamenti nella composizione settoriale dell'occupazione in settori con aumenti di produttività inferiori possono contribuire al rallentamento della crescita del mercato del lavoro, assieme ad aumenti più limitati della forza lavoro rispetto agli anni precedenti. Il tasso di disoccupazione aggregato nell'area dell'euro dovrebbe così scendere dal 7,6% del 2019 al 7,3% nel 2021. Per quanto concerne il nostro Paese, l'economia italiana non mostra alcun segno di ripresa dalla stagnazione di inizio 2018. In aggiunta, vi sono segnali crescenti che la debolezza del manifatturiero inizia a diffondersi anche sui servizi. Ciononostante, condizioni finanziarie favorevoli associate alla diminuzione dell'incertezza politica, consentono una crescita annuale del PIL dello 0,1%, per aumentare allo 0,4% nel 2020. Il mercato del lavoro resiste di fronte al rallentamento economico, sebbene gli ultimi dati indichino un deterioramento. Il peggioramento della produttività del lavoro può indurre i datori a tagliare la manodopera, ricorrendo anche agli schemi di orario lavorativo ridotto. Non si prevede la riduzione del tasso di disoccupazione, in quanto l'introduzione della misura del Reddito di cittadinanza dovrebbe indurre più persone a registrarsi ufficialmente come disoccupate.

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Soggetto emanante: Commissione europea
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Tipologia: Pubblicazioni
Parole chiave: crescita economica   economia   mercato del lavoro   politica fiscale   occupazione   statistica del lavoro  

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